Dpi: tutte le novità sugli ancoraggi


Come è cambiata in questi anni la normativa tecnica in materia di sistemi contro le cadute dall'alto

Sappiamo che i cantieri edili sono tra i luoghi di lavoro a più alto indice di infortunio e che uno degli infortuni gravi più ricorrenti è la caduta dall'alto.

Per la caduta dall'alto quando non è possibile eliminare e/o ridurre i rischi a livello accettabile, devono essere impiegati i DPI anticaduta, che possono essere di diversa tipologia: sistemi di trattenuta, di posizionamento sul lavoro, di accesso su fune, di arresto e caduta e molto altro.


Ricordiamo innanzitutto cosa sono i sistemi di arresto caduta.

Come spiega l'Ing. Luca Cortis (DITSIPIA, INAIL), relatore del convegno "I sistemi di arresto caduta. Stato dell'arte ed innovazioni possibili", per usare una dizione più indicativa dovremmo parlare di sistemi contro le cadute dall'alto, i quali si possono suddividere in sistemi di arresto caduta, sistemi di posizionamento e sistemi di trattenuta. I sistemi di arresto caduta, come la parola dice, sono sistemi che trattengono il lavoratore che è già caduto e quindi non lo fanno precipitare a terra. I sistemi di posizionamento permettono al lavoratore di stare in equilibrio senza avere le mani appoggiate o in trattenuta su un mancorrente o quant'altro, mentre i sistemi di trattenuta permettono al lavoratore di non arrivare sul bordo del precipizio e quindi cadere nel vuoto.

Per quanto riguarda il settore degli ancoraggi per i DPI, a detta di Cortis c'è ancora molta confusione sia a livello nazionale che europeo. Ecco un estratto della sua intervista ( a cura di Tiziano Menduto) sul tema degli ancoraggi.

Nel 2015 la circolare numero 3 del Ministero del Lavoro ha offerto chiarimenti per quanto riguarda gli ancoraggi permanenti e non permanenti da utilizzare per il fissaggio, l'aggancio dei DPI anticaduta. C'è stato un supporto da parte dell'Inail, un supporto tecnico ovviamente, e anche di altri ministeri, perché in questa circolare, essendo interministeriale, sono intervenuti sia il Ministero dello Sviluppo Economico che il Ministero delle Infrastrutture. È una circolare importante: c'è un "trittico" di ministeri che ha avallato certi concetti.

Si è introdotto il concetto di ancoraggio permanente per DPI e ancoraggio non permanente per DPI. È un concetto importante, anche dal punto di vista di responsabilità del datore di lavoro. DPI vuol dire che viene portato, sistemato in loco e poi a fine lavoro riportato via. Quindi la responsabilità è del datore di lavoro. Nel caso che l'ancoraggio per DPI è fisso - sebbene smontabile per motivi di manutenzione, ma destinato dal fabbricante (…) a rimanere in loco - la responsabilità è di chi gestisce l'immobile, di chi gestisce la struttura o del proprietario della struttura. Quindi sono responsabilità differenti per quanto riguarda la manutenzione e la corretta applicazione di quell'ancoraggio (…)".

L'italia è stata fra i precursori, perché a livello europeo nel 2015/2016 è uscita la decisione 2015/2181. Una decisione europea che è obbligatoria, obbliga il soggetto a cui è riferita ad assolvere certi compiti.

Cosa dice la decisione? Riguarda l'applicazione della UNI EN 795 del 2012 che è la normativa tecnica europea per quanto riguarda gli ancoraggi per DPI. Questa norma del 2012 diceva che tutti gli ancoraggi per DPI anticaduta sono DPI e questo è un assurdo (…). Ma un gancio fisso non può essere DPI. Questa norma tecnica definiva DPI tutti gli ancoraggi - sia quelli di tipo A, B, C, D ed E (…). Era un concetto completamente sbagliato e difatti, dal 2012 al 2016, la Commissione europea non ha dato l'Ok a pubblicare la 795 del 2012 come norma armonizzata sulla Gazzetta Ufficiale proprio perché aveva dei dubbi. Quindi con questa decisione si dice che sono DPI solo i tipi B e i tipi E, inclusi nella 795 del 2012". (…)

Quali sono altre novità a livello di normativa tecnica?

Luigi Cortis: "(…) Questi concetti li abbiamo trasferiti anche a livello UNI, perché siamo usciti in Italia con la norma UNI 11578 che riguarda gli ancoraggi permanenti per DPI anticaduta, proprio perché si era visto che la 795 del 2012 aveva le lacune che ho espresso precedentemente.

Nel contempo sempre in UNI, con il supporto di INAIL e di altri soggetti presenti sul territorio nazionale, come installatori, fabbricanti, abbiamo redatto la norma UNI 11560 che è una guida tecnica per quanto riguarda il layout sugli ancoraggi permanenti da installare sulle coperture. Sono due norme importantissime, una sul prodotto e una sul layout da definire sulle coperture.

Un altro lavoro importante è stato l'aggiornamento della UNI 11158 che riguarda la scelta è l'utilizzo dei DPI, in questo caso anticaduta, vedasi cordini, imbragature e quant'altro.

Quindi c'è un trittico di norme in Italia che dialogano tra di loro e che utilizzano gli stessi concetti, utilizzano le stesse definizioni e sono importanti per fare chiarezza anche a livello di fabbricanti, utenti, installatori. Nel contempo a livello europeo c'è stata questa decisione che è superiore al livello nazionale e ha dato il "colpo di grazia" contribuendo a questa chiarezza.

C'è ancora da fare.

Difatti in questo momento a livello normativo al CEN abbiamo un gruppo di lavoro che fa parte delle TC 128, sottocommissione 9 gruppo di lavoro 1, che sta redigendo una norma per quanto riguarda gli ancoraggi permanenti in copertura e i ganci da mettere sui tetti. Sarà una norma armonizzata ai sensi del regolamento prodotti da costruzione che va a colmare le altre tipologie che sono presenti nella 795 del 2012, il tipo A, il tipo C e il tipo D. Quindi si spera, nel giro di un anno almeno, di avere una norma armonizzata - ai sensi del regolamento prodotti da costruzione - e quindi di poter mettere una marcatura CE su questi prodotti a carattere permanente. Perché sui prodotti a carattere non permanente, che sono DPI (…), è il regolamento DPI o la direttiva DPI che permette la marcatura CE.

Quindi in un prossimo futuro ci sarà questa possibilità. Al momento non c'è, ci possono essere altre strade. Però la cosa fondamentale è che esca questa norma armonizzata affinché tutti i fabbricanti, tutti i produttori dell'Unione Europea utilizzino gli stessi requisiti e ovviamente le stesse metodologie. Non dico che adesso non ci sono prodotti buoni, però in questa maniera si ha maggiore chiarezza e non si dà adito a malintesi".

Fonte: www.puntosicuro.it



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